mercoledì 28 settembre 2016

Le tre stimmate di Palmer Eldritch - Philip K. Dick


"La mandibola sdentata si dimenò e le orbite disabitate si spalancarono. L’evoluzione che ha subìto non è avvenuta in vita, ma sottoterra."

Su Marte la vita fa schifo, il terreno non è particolarmente fertile e le persone vivono in dei tuguri.
Su Marte la gente è obbligata ad andarci, perché le nazioni unite vogliono ad ogni costo colonizzare il pianeta rosso.
Per sfuggire a questa vita indegna, i coloni adoperano una particolare droga: il Can-D.
Il Can-D funziona accoppiato ad una sorta di plastico: nel trip provocato dalla droga i coloni diverranno gli omini di quel plastico e, grazie a questo sistema, vivranno, solo per la durata dell'effetto psicotropo ovviamente, una vita da sogno o quantomeno dignitosa.
Leo Bulero è un ricco imprenditore, produttore di Can-D, ma il suo impero viene minacciato dal misterioso Palmer Eldritch e dalla sua nuova droga, il Chew-Z.
Il Chew-Z offre un illusione di vita molto più potente e realistica, inoltre non ha bisogno del plastico. Questa nuova droga, però, ha anche un lato inquietante: tutto ciò che succede nei trip sembra essere creato dalla mente di Palmer.

Questa è, grossomodo, la trama di uno dei migliori romanzi di Dick: "Le tre stimmate di Palmer Eldritch", che nella mia classifica personale viene immediatamente dietro ad i tre grandi capolavori di Dick, ovvero "Ubik", "Un oscuro scrutare" e "La svastica sul sole"
Cosa rende così importante questo romanzo? Il fatto che sia una delle più grandi riflessioni che un autore di fantascienza abbia mai fatto sulla religione.
Attraverso il Chew-Z, che metaforicamente è l'ostia che il prete da ai fedeli, si entra in un mondo in cui tutto è creato da Palmer Eldritch: lui è quasi sicuramente una rappresentazione del divino.
Andando avanti nel romanzo noteremo che qualcosa, però, sfugge a Palmer, che sia il libero arbitrio? Potrebbe, la cosa certa è che con questa storia Dick ci propone una sua personale visione della religione, della spiritualità.

Altro particolare del romanzo è che, qui come non mai, i personaggi sono terribilmente deboli ed indecisi, lo si capisce benissimo nel passo che recita: "qualsiasi cosa scegliamo, sappiamo questo: era l’alternativa sbagliata"

Anche dal punto di vista puramente narrativo Dick qui è particolarmente "potente", nei punti in cui i personaggi hanno i trip allucinogeni quasi riusciamo ad entrare anche noi in questi viaggi assurdi, a patto di lasciarci trasportare completamente da ciò che leggiamo, senza pensare che ci stiamo distaccando da una trama logica.

By Ivan
From Hell

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