venerdì 28 agosto 2015

54 - Wu Ming



"Pensare alla rivoluzione, prendere le armi. Tutte queste cose le hanno già fatte altri, durante la guerra e prima, quando noi eravamo bambini. Ma quando fanno gli sboroni con gli amici, loro lo sanno che hanno perso"

Alzi la mano chi ha studiato bene, ma intendo proprio bene, gli anni successivi alla seconda guerra mondiale.
Nella maggior parte delle scuole si studia l'immediato dopoguerra e poi stop, ciò che è successo dopo non ci è dato sapere, se non per cultura personale.
Questo è un peccato, perché quello che successe negli anni successivi ha avuto molta influenza sulla contemporaneità, ci potrebbe aiutare molto di più a capire i giorni nostri.
Fortunato chi ha studiato bene quegli anni, probabilmente ha frequentato una buona scuola, ma per gli altri?
Ci pensano i Wu Ming che, per i pochi che non lo sapessero, sono un collettivo di scrittori.
Ci pensano loro con questo romanzo "54", ovvero l'anno in cui sono ambientate le vicende.
Abbiamo tre storie principali: quella di un barista di Bologna, quella dell'attore Cary Grant e quella di uno sgherro (si lo so, questo termine fa molto anni 90) di Lucky Luciano.
Tre storie che si intrecceranno, ed il nodo sarà la vicenda politica jugoslava di allora.

Ciò che però è importante non sono le vicende in se per se, è lo sfondo dentro al quale queste vicende si muovono.
Attraverso i personaggi del romanzo impariamo molte cose riguardo la politica e la società di quegli anni, gli anni in cui si stava uscendo dal dopoguerra e si stava per entrare in tempi a noi più vicini.
Ma non è solo la condizione socio-politica che interessa ai Wu Ming.
Il romanzo sembra porre l'accento anche sulla consapevolezza, che hanno i protagonisti, della morte degli ideali che avevano portato prima alla guerra e poi alla resistenza.
I protagonisti sono, forse, gli unici che si rendono conto di quanto quegli ideali stiano "invecchiando" a favore di nuovi ideali, che da lì a poco sarebbero arrivati.
Ideali nuovi, ma non per forza positivi e migliori, anzi.
Il romanzo descrive, oltre alla morte, anche la corruttibilità degli ideali.

Una curiosità, nel romanzo appare anche Hitchcock.
Dovete sapere che il celebre regista inglese utilizzava spesso la tecnica del MacGuffin, ovvero un pretesto che non ha altra utilità che quella di essere il motore delle vicende.
Bene, in una delle storie il motore della vicenda è un televisore dal nome "McGuffin Electric"
Bell'omaggio al "maestro del brivido".

In definitiva un romanzo che consiglio, un romanzo che istruisce senza annoiare.
Una bella lezione di storia moderna.
Forse l'unica pecca è il finale che doveva essere più incisivo, ma che si prolunga troppo, annacquandosi.

By Ivan
From Hell

giovedì 27 agosto 2015

Quando la trasposizione supera il romanzo

Succede quasi mai, ma a volte succede.
A volte può succedere che la trasposizione cinematografica dia nuova linfa ad un romanzo, altre sfaccettature, che ne sia superiore sia in termini estetici che di significato.
Ovviamente è un caso raro: nonostante il cinema possa sfruttare altri mezzi comunicativi che sono negati alla scrittura, quasi sempre è la carta a vincere sulla pellicola.
In questo post elencherò i film che, secondo me, sono riusciti nell'ardua impresa di superare l'opera originale.

LASCIAMI ENTRARE





Il romanzo di Lindqvist è già fenomenale (tra l'altro l'ho recensito QUI), ma il film di Alfredson secondo me è un gradino più avanti.
Questo perché il regista è stato bravo a non perdere né le tematiche né le atmosfere del romanzo, ma le ha rese più potenti.
Ovviamente sto parlando del film svedese, quello americano non l'ho visto e non muoio dalla voglia di farlo.





DELLAMORTE DELLAMORE





Anche qui stiamo parlando di un capolavoro già nella sua forma originale, ed essendo lo scrittore il grandissimo Sclavi non poteva essere differente.
Anche questo romanzo è stato recensito in questo blog (QUI).
Sclavi ha sempre avuto una scrittura molto "cinematografica", leggere Nero per capire meglio cosa intendo, ed è strano che non sia stato più sfruttato dall'industria del cinema.
Per quanto riguarda il film di Soavi: quest'ultimo è stato bravo a non eliminare il surrealismo del romanzo e ad aggiungere un finale diverso, finale che lo stesso Sclavi pare abbia apprezzato tantissimo (mi sembra di averlo letto da qualche parte).
E' proprio il finale cambiato da Soavi che rende il film un opera migliore del romanzo, è un finale potentissimo e particolarmente simbolico che, purtroppo, il romanzo non ha.






MISERY




Con Misery è inutile fare tanti discorsi, il film è meglio del romanzo per un unico motivo: Kathy Bates!








JACKIE BROWN






L'unica volta in cui Tarantino decide di fare una trasposizione cinematografica lo fa con un romanzo di uno dei suoi idoli: Elmore Leonard.
Vuoi per la bravura del regista, vuoi per la bravura degli attori, fatto sta che Jackie Brown risulta molto più gradevole di Rum Punch.




SHINING




Ecco uno dei motivi per cui mi litigo spesso con i fans di King.
Ebbene: io reputo Shining un romanzo mediocre, che nulla aggiunge al filone delle case infestate, che non avrebbe avuto la fama che ha avuto se quel genio di Kubrick non ci avesse ricavato un capolavoro della cinematografia.
E pensare che King ai tempi si lamentò pure...
Il film è superiore al romanzo su tutti gli aspetti: sull'atmosfera, sulle tematiche, sull'ansia che riesce a trasmettere allo spettatore.
Kubrick ci aggiunge anche un tocco di simbolismo, che rende il tutto più criptico ed inquietante.

E poi ci sono le sopracciglia di Jack Nicholson.





MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE?


Altro romanzo già preso in esame in questo blog (QUI).
Si, non sono sicuro di fare la cosa giusta a metterlo in questo elenco, perché Scott si distanzia veramente tanto dal romanzo di Dick.
Così tanto che, se qualcuno si mettesse a leggere il romanzo senza sapere che ha ispirato Blade Runner, dubito che lo possa intuire.
Però di adattamento si tratta, e bisogna ammettere che il romanzo non riesce a toccare le vette del cult movie di Scott, sopratutto in termini di atmosfera.
E' proprio su questo che Scott batte Dick: non tanto sulla storia (è diversa, quindi non paragonabile), ma sulle cupe giornate di pioggia che nel film la fanno da padrone, su quel grigiore che il film ci lascia nell'anima una volta finita la visione.





Se qualcuno notasse qualche mancanza in questa lista, ciò è dovuto al fatto che magari ho solamente letto il libro o visto solamente il film.
Non posso esprimere giudizi per sentito dire, no?

By Ivo
From Hell

domenica 9 agosto 2015

Pagina FB del blog!










Due comunicazioni!
La prima è che non sono morto, semplicemente sto leggendo dei romanzi di cui non farò recensioni, per vari motivi, quindi non pubblico post per questo motivo.
Secondo: tempo fa avevo creato una pagina, pagina sulla quale linkavo i post del blog, ma non era direttamente legata al blog.
Ora ne ho creata una proprio su questo blog, dove ripubblico le recensioni vecchie e dove pubblicherò le nuove!
"Piacizzate" al link : https://www.facebook.com/capitolonero

Buona calura!

By Ivo
From Hell (visto il caldo, davvero)