mercoledì 22 ottobre 2014

Lasciami entrare - John Ajvide Lindqvist


“Ho dimenticato come si fa ad avere freddo”

Penso che sia quasi inutile descrivere la trama di questo romanzo, visto il grande successo che ha avuto, ma lo farò comunque.
Oskar è un ragazzo debole ed insicuro, una preda facile per i bulli della scuola che lo perseguitano con scherzi sempre più pesanti.
Oskar reagisce solo passivamente a questi soprusi, ovvero con piccoli furti ed una fantasia macabra: sogna di essere un feroce killer che uccide proprio quelle persone che lo trattano male nella vita reale.
Le cose inizieranno a cambiare quando nel quartiere di Oskar arriveranno una strana bambina che esce solo di notte, dal nome Eli, ed il suo accompagnatore, Hakan.
Oskar, finalmente, sembra aver trovato un amicizia sincera, ma tutto è diverso da come sembra: Eli è in realtà un vampiro... e non solo...

Sin dalle prime pagine si capisce subito che il vampirismo è solo un pretesto: l’autore usa l’horror ed il mito del vampiro per parlare di altro.
L’autore vuole parlare delle persone che non riescono ad integrarsi nella società, e non mi riferisco solo ad il piccolo Oskar; nel corso del romanzo ci saranno alcolisti, matti, poveri, ladri, etc… tutte persone emarginate.
E’ di queste persone che vuole parlare Lindqvist.
Ma il tema degli emarginati non è l’unico di cui il romanzo vuole parlare, il romanzo vuole anche parlare di problematiche sociali come la pedofilia: il rapporto che ha Hakan con Eli è morboso e, più avanti nella storia, scopriremo che l’uomo è stato già denunciato per pedofilia.
A questo proposito, veramente struggente uno dei primi capitoli in cui l’autore ci parla di prostituzione minorile.
Nel romanzo si passa da questo tipo di tematiche ad altre di tipo completamente diverso, come la cementificazione selvaggia quando si parla del quartiere in cui vive Oskar.
Insomma, l'horror per Lindqvist è solo un contenitore, un modo avvincente per farci riflettere su cose che avvincenti non sono, per niente.

Dal punto di vista stilistico c’è poco da dire, lo scrittore svedese è bravo, la sua è una scrittura molto “avvolgente”, passatemi il termine, è difficile distrarsi dalla lettura.
Il romanzo è molto goth, molto oscuro, è come l’inverno svedese in cui è ambientato.
Consigliatissimo, un gran bel romanzo.

By Ivan
From Hell

lunedì 6 ottobre 2014

Sventura - Chuck Palahniuk



"Voi pre-morti dovete capire che noi post-vivi non siamo le vostre puttane. I morti hanno di meglio da fare che rispondere alle vostre stupidissime domande"


Il seguito di Dannazione ci ha messo quasi un anno intero per arrivare in Italia, rispetto all'uscita americana.
Ora, tutta questa attesa, è stata ben ripagata?
Mah....
Si, "mah..." è la reazione che ho avuto una volta arrivato alla fine di questo romanzo.
Mi spiego meglio: il romanzo parte bene, è sullo stesso stile del suo precedessore, Dannazione appunto, che a me era piaciuto.
Poi, però, dalla seconda metà inizia a perdersi.
La prima metà è ben ritmata, incalzante, mi ha fatto veramente sperare in un gran bel romanzo, la seconda, invece, non rispetta le promesse della prima e risulta lenta e noiosetta.
Ci sarà anche una terza parte, aspettiamola per poter giudicare in toto la trilogia di Madison.
Per ora Dannazione mi è piaciuto, mentre Sventura solo a metà.

Ora che ho dato il mio parere, soggettivo, analizziamo il romanzo.
Sventura parla, a detta dello stesso Palahniuk, della nostalgia dei genitori morti che, in questo periodo della sua vita, sta provando l'autore stesso; è in questa direzione che deve essere compresa tutta la trilogia infernale di Madison.
Infatti, proprio sui genitori di Madison questo romanzo si sofferma maggiormente, rispetto al precedente.
Scopriremo che, nonostante siano sempre i soliti ipocriti miliardari/ambientalisti/filantropi, alla fine non sono così male.
Madison, invece, che nel primo romanzo ci era apparsa così giusta (sembrava capitata all'inferno più per colpa delle situazioni che altro), così giusta non lo è.
Madison ha fatto le sue cattiverie in vita, e la sua dannazione ci appare più meritata.
C'è anche da dire che le colpe di Madison derivano dal desiderio di essere uguale agli altri adolescenti, e non una viziata figlia di miliardari.
Madison desidera ardentemente ricevere uno schiaffo, una punizione, che i suoi genitori non vogliono dare, in modo da rispettare la loro immagine di pacifisti.
Ma Madison è anche vittima di un disegno che appare prestabilito, un disegno per il quale il suoi genitori hanno creato una religione che si basa sull'essere maleducati ed offendere l'altra persona.
Madison dovrà porre ripari, altrimenti tutta l'umanità verrà condannata all'inferno a causa di questa religione.
Non tutti i mali, però, vengono per nuocere, infatti questa religione rende la terra un posto paradisiaco: pensateci bene, in un mondo dove offendere è giusto, nessuno se la prende per le offese ricevute, quindi i genitori di Madison creano un mondo senza liti.

Lo stile conferma alcune cose che già avevo notato col primo romanzo della trilogia: Chuck ha sostituito la critica feroce dei suoi primi lavori con l'humor ed il sarcasmo.
Prima si scagliava con rabbia contro gli aspetti della società che non gli piacevano, ora li deride.
Inoltre è meno minimalista, in alcuni passi del romanzo Palahniuk allunga chiaramente il brodo, come si suol dire, cosa che fino a qualche anno fa non avrebbe mai fatto.

Concludo dicendo che (chi ha letto già Palahniuk sa bene) i romanzi di questo scrittore non esulano dalla contemporaneità, ma anzi ci sguazzano per poterne fare una satira.
Ebbene, Sventura non fa eccezione: i capitoli non ci sono più, al loro posto abbiamo i post su Twitter e sui Blog personali dei protagonisti.

Chi volesse leggere anche la recensione della prima parte della trilogia di Madison, Dannazione, clicchi QUI.

By Ivan
From Hell