domenica 10 novembre 2013

Lunar Park - Bret Easton Ellis



 "Sei una perfetta caricatura di te stesso"

Devo ammettere che  ho comprato questo libro  solo perché avevo letto che Ellis vi aveva fatto tornare Patrick Bateman, non perché la trama mi convincesse troppo.
In effetti, a giudicare solamente la trama, si può pensare di leggere la solita storia horror, in cui gli orrori creati dalla mente di uno scrittore prendono vita, ed in effetti è così.
Ciò che, però, differenzia l'opera di Ellis dalle altre di questo genere è tutto ciò che sta dietro al susseguirsi delle vicende, il messaggio che lo scrittore vuole comunicarci mentre i protagonisti  fanno andare avanti la storia, fino alla conclusione.
In questo caso particolare, Ellis vuole trasmetterci il dramma del distacco padre/figlio.
Il dramma del padre che vede il figlio andarsene, farsi la propria vita e diventare, magari, una persona migliore del padre stesso.
Ellis vuole trasmetterci l'immobilismo che caratterizza questo padre, l'impossibilità di dire una semplice frase: "Per favore, resta".
Inoltre Ellis vuole trasmetterci anche ciò che, nel momento del distacco, succede dall'altra parte, quella del figlio.
Da questa parte abbiamo non l'impossibilità, ma l'incapacità.
Abbiamo l'incapacità di dire una semplice frase, una frase che potrebbe salvare il padre, ma che non verrà pronunciata : "Sei mio padre e ti voglio bene, anche se non ti sopporto perché vedo in te i miei stessi difetti".
Ellis ci dice tutto questo attraverso una storia di spettri.

Si parte con quella che sembrerebbe una biografia, qui lo scrittore ci racconta della sua vita e dei suoi eccessi.
Ci racconta di come, a cavallo fra gli anni 80 e 90, era una specie di rockstar maledetta.
Ci racconta di come il romanzo a cui deve la sua fama, American Psycho, lo disturbò a tal punto da doversi imbottire di farmaci per dormire.
Ci dice che la persona a cui si ispirò per creare Patrick fu in realtà suo padre (inizia già la tematica principale del romanzo, rapporto padre-figlio).
Poi, da biografia, il romanzo inizia a diventare del tutto una "fiction".
Lo scrittore inizia a lavorare di fantasia e si ritrova sposato con un'attrice e con dei figli (cosa non vera, Ellis è gay).
Vivono in una casa in periferia ed i figli sono un maschio, suo, ed una femmina, non sua.
Il maschio lo chiama quasi sempre Bret, la femmina lo chiama solo papà.
Entrambi sono passivi e vengono imbottiti di psicofarmaci, come vuole "l'illuminante" pediatria statunitense per far fronte a quello che loro chiamano "carenza di attenzione", ma che in realtà dovrebbe chiamarsi "facciamo guadagnare le case farmaceutiche, a scapito dei nostri figli".
Tipica famiglia ricca americana, se non fosse che il nostro caro Ellis inizia a vedere cose che non sono propriamente tipiche.
Abbiamo un crescendo di situazioni orrende e soprannaturali.
Abbiamo un bambolotto che inizia a prendere vita, uno strano essere che esce dai boschi e... ed abbiamo un tizio che inizia a perseguitare Ellis, un tizio che assomiglia vagamente a..........

By Ivan
From Hell

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