mercoledì 6 febbraio 2013

American Psycho - Bret Easton Ellis



"C'è un'idea di Patrick Bateman, una sorta di astrazione, ma non esiste un vero e proprio "me". C'è soltanto qualcosa di illusorio, al mio posto, un'entità che è anche possibile toccare con mano, sennonché io non ci sono. Puoi pure sentire la mia carne a contatto con la tua, e credere che i nostri stili di vita siano comparabili, ma io semplicemente non ci sono. Per me, è difficile avere un senso, a qualsiasi livello. Io sono un'invenzione, un'aberrazione. Sono un essere umano incoerente. La mia personalità è appena abbozzata, informe"


Non sono molti i libri che sono riusciti a mettermi in difficoltà, questo è uno dei pochi.
Per "mettermi in difficoltà" non intendo che il romanzo sia poco scorrevole, al contrario lo è  molto, intendo la durezza e la crudeltà delle immagini che il romanzo in questione imprime nella tua mente mentre lo stai leggendo.
Da qualche parte, su internet, ho letto che si tratta di un romanzo molto fisico. E' vero, lo è.
Se avete visto il film ispirato, sappiate che questo romanzo lo supera, in quanto a crudezza e violenza, di almeno tre spanne.
Vi sono passi in cui il vostro stomaco verrà veramente messo alla prova, passi in cui vi chiederete come è possibile immaginarsi ciò.
Insomma, non mi stupisce che, quando uscì, questo romanzo sconvolse il mondo intero.
Tanto di cappello ad Ellis, autore che quando pubblicò questo romanzo aveva appena 27 anni.
Nonostante tutto, American Psycho non è solo un romanzo dell'orrore.
American Psycho è la testimonianza, meglio riuscita, del lato oscuro degli anni 80.
American Psycho è una satira, una satira la cui vittima è un certo stile di vita che andava di moda negli anni 80, lo yuppismo.
Gli Yuppie erano quei giovani che, negli 80 appunto, abbracciavano la società capitalistica.
Questi giovani erano benestanti, investivano e lavoravano in borsa, stavano molto attenti a ciò che indossavano e amavano mangiare nei ristoranti di lusso.
Erano, in pratica, la contrapposizione degli Yippie.
Questo stile di vita portava ad una conseguenza: non avere valori, essere terribilmente superficiali.
E' su questo essere "vuoti" che Ellis fa una forte satira.

Patrick Bateman, il sanguinario maniaco protagonista del romanzo, è uno di questi Yuppie e, come tale, le sue principali occupazioni sono vestirsi e mangiare bene.
"Pat", però, a differenza dei suoi amici ha anche un altra occupazione: torturare ed uccidere persone, preferibilmente donne.
Quando inizierete a leggere il romanzo non mi crederete, fino alle prime 150 pagine non viene versata una goccia di sangue.
Pat, semplicemente, ci racconta che lui ha questo "hobby", ma non si dilunga in descrizioni.
Poi, pian piano, gli omicidi di Pat ci vengono descritti dettagliatamente e questi si fanno via via sempre più truculenti. 
Pat non fa certo mistero della sua attività: quando è a tavola con i suoi amici ammette chiaramente di essere un serial killer, solo che nessuno lo ascolta.
Importante: in tutto il romanzo NESSUNO ascolta, tutti sono impegnati a parlare di se, a rendersi splendenti di fronte all'altro.
Questi dialoghi sono il mezzo principale con il quale Ellis ci descrive quella superficialità di cui parlavo prima.

Il romanzo ha una struttura ciclica, gli eventi che si avvicendano sono sempre gli stessi: scelta del locale in cui andare a mangiare - "discussione" con gli amici al ristorante - agghiaccianti torture ed omicidi.
Nonostante ciò il romanzo non annoia affatto, è veramente godibilissimo.
Questa struttura va avanti durante il corso del romanzo, con qualche modifica più in là, ma sostanzialmente rimane sempre la stessa.
Più si va avanti più gli omicidi di Pat diventano violenti, contemporaneamente il romanzo diventa sempre più assurdo, fino alla battute finali.
Arrivati alla fine ci domanderemo se effettivamente tutto ciò che Pat ha fatto sia reale o se abbia compiuto i suoi atroci delitti solamente nella sua macabra immaginazione.
Io, personalmente, mi sono domandato se anche la presenza di Pat nella storia sia reale, o se sia solo un fantasma  (un idea astratta) con cui interagiscono tutti gli altri personaggi.

By Ivan
From Hell

1 commento:

  1. Sono d'accordo: un classico dell'orrore che in definitiva è un mainstream.

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