venerdì 26 ottobre 2012

L'androide Abramo Lincoln - Philip K. Dick



"Non c'era dubbio che stessimo assistendo alla nascita di una creatura vivente."


"L'androide Abramo Lincoln" è stato il primo romanzo che ho letto di Dick, quello che mi ha "iniziato" al visionario scrittore statunitense.

Louis e Maury sono due soci, la loro azienda fabbrica e vende organi elettronici.
Maury, però, vuole cambiare buisness: con l'aiuto di sua figlia Pris e di un ingegniere, Bundy, progetta ed inizia a costruire simulacri ovvero androidi che reincarnano perfettamente, sia fisicamente che caratterialmente, personaggi storici.
Iniziano con Stanton ( ministro ai tempi della guerra civile americana) e raggiungono la totale perfezione con il simulacro di Lincoln.
Quando è il momento di trovare investitori si rivolgono ad un milionario da cui Pris è affascinata, Sam Barrows, ed è qui che le cose si complicano.
Una volta ottenuto un colloquio con il milionario i due soci scoprono che  Barrows vorrebbe usare i simulacri per inscenare una truffa, in modo da riaddrizzare un investimento sbagliato di quest'ultimo che gli sta causando una ingente perdita di denaro.
La situazione poco a poco precipita in quanto... stop, mi fermo qua.

Il romanzo è incentrato su due figure Louis e Pris, Louis è profondamente attratto da Pris ma vi è un problema, mentre lui è una persona fondamentalmente passionale ed emotiva lei è fredda, calcolatrice e schizoide.
Durante il corso del romanzo noteremo una cosa molto importante: l'androide Lincoln è molto più umano di Pris, a volte è lei a sembrare un robot.
Importante questo perché penso  sia la tematica centrale del romanzo; i simulacri sono così complessi, così perfetti da essere in tutto e per tutto delle verie e proprie reincarnazioni dei personaggi storici a cui sono stati ispirati, non li si può considerare dei robot.
Quando Louis è fortemente scoraggiato non andrà dal padre, non andrà dal socio, non andrà da nessun essere umano, ma andrà dall androide Lincoln che sarà l'unico veramente compassionevole e disposto ad aiutarlo.

Un altra tematica del romanzo è la pazzia: Pris, come già detto, è schizoide e ci viene detto che è stata anche ricoverata per questo.
Louis è invece minacciato dalla malattia mentale, fa sempre riferimento a dei test e ad una legge che consente un facile internamento per le persone che non riescono a passare i test citati sopra.
Quello che ho notato è che tutti i personaggi agiscono con la paura di essere classificati pazzi, poi accettano il ricovero con tranquillità.
Ambiguo comportamento, dunque, che sembra suggerirci la tipologia della società in cui vivono i personaggi del romanzo, una società distorta ed autoritaria.

By Ivan
From Hell

lunedì 22 ottobre 2012

Il lato oscuro dell'anima - Joe R. Lansdale


"Ma come avrebbero visto il mondo adesso? Erano stati nel lato oscuro e avevano assaggiato un momento senza regole né logica, e una volta che quelle regole erano state infrante, spezzate come calici per lo champagne, si chiese se sarebbe mai stato possibile riattaccare quei frantumi."

Ok, dopo questo ennesimo post su un libro di Lansdale qualcuno potrebbe pensare che io sia un po' fissato con lo scrittore texano.
Se dicessi di no sarei un bugiardo, Joe è sicuramente uno fra i miei scrittori preferiti.

"Il lato oscuro dell'anima" è stato pubblicato nel 1987, ma scritto nel 1982, quindi una delle opere meno mature di Joe e questo, in effetti, si nota: non è il miglior romanzo di Lansdale, ma comunque riesce ad essere intrigante, pensate come sono i migliori!
Ciò che salta subito all occhio è che questo è uno dei suoi romanzi più cupi.
Di solito tutti i romanzi di Lansdale sono pieni di violenza e tensioni sociali/razziali, ma vi è sempre un ironia di fondo che rende la pillola meno indigesta.
In questo romanzo quest'ironia non c'è, ciò rende il tutto più dark (nel senso di oscuro, non di goth).

Il titolo riflette la tematica principale, parlo di quello italiano perchè non è tradotto alla lettera e, quindi, si può dire che, una volta tanto, i traduttori italiani abbiano fatto un buon lavoro (non potrò mai scordare il giorno in cui scoprii che il vero nome del film "La Casa" era "Evil Dead").
Il lato oscuro di ognuno di noi, quindi, questa è la tematica principale.
La nostra attrazione per la violenza, per il far del male al prossimo che tutti, anche le persone più mansuete, hanno.

La trama, come sempre in breve per evitare spoiler: una banda di ragazzi violenti e disadattati, guidati da Clyde, stupra un insegnante, Becky.
Dopo l'atto solo uno della banda viene preso ed arrestato, proprio Clyde che si impiccherà in cella.
Il resto della banda, ora guidati da Brian, deciderà di vendicare il suo ex-capo.
Non c'è solo desiderio di vendetta, nella già oscura mente di Brian si innesta qualcosa di ancora più oscuro, qualcosa non del tutto appartenente al nostro mondo.
Nel frattempo Becky ed il suo compagno, Monty, vivono una crisi dovuta allo stupro e decidono di passare un periodo di vacanza in uno chalet di montagna.
Qui, oltre alla crisi della coppia, verremo a conoscenza della crisi personale di Becky che sostiene di avere delle visioni a cui nessuno crede e teme di star diventando pazza.
Oltre a questa crisi ci sarà anche quella di Monty che si ritiene un inetto, incapace di difendere le persone che ama.

By Ivan
From Hell