martedì 21 marzo 2017

Morte a Venice - Ray Bradbury


"Vidi il colpevole dietro la vetrina del barbiere, lo sguardo perso nella nebbia, come uno dei personaggi solitari che stanno nei caffè vuoti o sugli angoli di strada nei quadri di Hopper"
 
Con "Morte a Venice" Bradbury, nell'ormai lontano 1985, si è cimentato nel classico noir alla Chandler.
Questo vuol dire essenzialmente una cosa: puntare sull'amosfera più che sulla trama, atmosfera che dev'essere cupa, malinconica e con il protagonista solitario e dannato, come nella migliore tradizione delle storie di questo genere.
Infatti, quando si legge questo romanzo, non è la storia a colpirci particolarmente: essenzialmente un giallo le cui dinamiche sono anche abbastanza zoppicanti, volendo si potrebbe puntare più volte il dito e dire "questo non torna"
Ciò che ci colpisce è proprio l'atmosfera, ma in fondo è proprio questo che un lettore vuole dal noir. Il noir non è il classico giallo, il noir si può permettere di essere sgangherato a condizione che il "mood" in cui ci avvolge sia quello giusto, vogliamo sentirci i personaggi di un quadro di Hopper.
Questo a Bradbury riesce, ed allora gli perdono che la risoluzione del giallo sia sbrigativa e zoppicante, perché dal noir non cerco questo, altrimenti mi leggo la Christie.
Ma, oltre all'atmosfera, Ray punta anche sul raccontarci la Venice degli anni 40, un quartiere di Los Angeles che oggi è considerato lussuoso, ma allora era in decadenza.
Bradbury, quindi, ci racconta di luna park desolati, acque inquinate, canali decrepiti, persone sole e tristi.
Proprio come un quadro di Hooper.

By Ivan 
From Hell

lunedì 16 gennaio 2017

Trigger Warning - Neil Gaiman


" - Che cosa è più grande dell'universo?- fu la prima domanda. [...]
- La mente perché può contenere un universo, ma anche immaginare cose che non sono mai state e che non sono"


Ci sono alcuni autori di cui preferisco leggere i racconti, invece che i romanzi.
Uno di questi autori è King, perché trovo che nella forma breve riesca ad evitare il suo maggior difetto: l'essere prolisso.
Un altro di questi autori è Gaiman, ma per motivi ben diversi da King.
Gaiman possiede già il dono della sintesi, anche nei romanzi più lunghi non è mai prolisso, non annacqua il brodo più di quello che è richiesto.
La cosa bella dei racconti di Gaiman è che, in questi, può (e gli piace) sperimentare un casino, cosa che nei romanzi più lunghi difficilmente può fare, probabilmente a causa di esigenze di mercato.
Un esempio di questa sperimentazione di cui parlo si ha proprio in questa ultima raccolta di racconti, Trigger Warning, ed in particolare nel racconto dal titolo "Arancione".
"Arancione" è un racconto sviluppato con la forma del questionario, forse sono ignorante in materia ma, fin'ora, avevo letto racconti e romanzi sviluppati in vari modi, ma mai sotto forma di questionario.
Il punto è proprio questo: in un epoca dove ormai quasi nessuno legge, dove un ragionamento scritto che sia più lungo di dieci righe viene a noia, in un epoca come questa il racconto può avere la forza di cambiare forma, allo scopo di riuscire ad arrivare a chi è allergico alla lettura.
Tutto questo potenziale viene, ovviamente, buttato nel cesso dal mercato editoriale che si ostina a pensare che il racconto non venda (basterebbe promuoverlo di più, a mio vedere).

Doveva essere un post in cui recensivo questa raccolta di racconti, invece è diventato un post inneggiante alla letteratura breve, scusate.
Il punto è... che cosa si può dire di questa raccolta di Gaiman? Bella, bella, bella, come tutte le  raccolte di racconti dell'autore in questione. Ormai non mi stupisce più, e meno male.

I racconti migliori della raccolta sono:
-  Il labirinto lunare (inquietante)
- La particolarità di Cassandra (chi non si è mai inventato di avere una ragazza negli anni dell'adolescenza? Neil ci ricama sopra un racconto grottesco)
- Arancione (per il motivo già detto)
- Il ritorno del sottile duca bianco (non poteva passare indifferente un racconto in cui il protagonista è evidentemente ispirato a Bowie)
- Cane nero (il ritorno di Shadow, in un classico racconto gotico)

By Ivan
From Hell

sabato 24 dicembre 2016

Neonomicon - Alan Moore



Breve, ma intenso, post!
Grazie al regalo di Natale di un amico, mi sono letto questa interpretazione a fumetti che Alan Moore, qualche anno fa, ha fatto dell'opera di Lovecraft.
Veramente un ottima opera fra il noir e l'horror che, oltre ad essere una bella storia, pone l'accento su ciò che Lovecraft ha sempre trattato superficialmente a causa della sua visione del mondo estremamente bigotta: il sesso.
Ne la "Maschera di Innsmouth", ad esempio, si parla di accoppiamenti fra orribili mostri marini ed umani, ma il tutto viene trattato superficialmente, senza andare troppo a fondo. In questo fumetto si esplora quella parte che lo scrittore di Providence non voleva esplorare.

By Ivan
From Hell

domenica 27 novembre 2016

Romance - Chuck Palahniuk


"Ci sono bugie che cementano i matrimoni più dei voti nuziali"

Negli USA le riviste ancora pubblicano racconti, lo hanno sempre fatto sin dai tempi di Poe e Lovecraft ed è fondamentalmente per questo che esiste un mercato per questo genere letterario, mercato che invece manca in Italia.
"Romance" raccoglie tutti i racconti che Palahniuk ha scritto per riviste come "Playboy" nel corso degli ultimi dieci anni, più o meno.
A volte, quando un autore inizia a deludermi con i romanzi, mi capita di riassaporare le qualità che mi hanno fatto innamorare di lui nella narrazione breve, è con questa speranza che ho comprato "Romance"
Ho trovato quello che cercavo? Anche questa volta mi tocca scrivere "ni"
Il punto è che ci sono raccolte di racconti che nascono come tali, intendo dire che i racconti contenuti vengono scritti proprio per far parte della raccolta.
Altre, invece, si limitano a raccogliere racconti che sono già stati pubblicati precedentemente. Il problema di quest'ultima tipologia è che la loro stessa natura le rende discontinue.
Cosa vuol dire questo? Che in alcuni racconti ho assaporato il vero Palahniuk, in altri non era semplicemente lui... gli mancava quel tocco di originalità che me lo faceva riconoscere già dalla prima riga.
Chiariamoci, tutti i racconti presenti in questa opera sono stati scritti chiaramente per sbarcare il lunario, la rabbia dirompente di Fight Club è ormai molto lontana, sono dei "lavori" più che delle "opere",  ma alcuni di questi sono lavori fatti davvero bene, altri sono un po' arronzati.
I racconti più meritevoli sono:
- Di come scimmia si sposò, comprò casa e trovò la felicità a Orlando
- Fenice
- Perché formichiere non è mai arrivato sulla luna

By Ivan
From Hell

domenica 20 novembre 2016

Animali Notturni - Tom Ford



Animali NOTTURNI (notturni, non quegli altri, sia chiaro) è un film forte, potente, che ti colpisce duro, con una cattiveria di fondo che non cede all'happy ending.
Ci voleva un film come questo, in un'epoca di rassicuranti remake ed idee riciclate.
E, mentre tutto il cinema andava a guardarsi "Soldi facili e come farli", io mi sono goduto questa perla, senza bimbiminchia chiassosi.
Un uomo scrive un thriller e lo dedica alla sua ex moglie, un thriller violento che non è altro che la metafora della loro storia d'amore, fallita tragicamente.
Ma il film non è solo questo, il film è anche una riflessione sulla difficoltà e sull'impossibilità di essere una persona sensibile in un mondo governato dai prepotenti e dai violenti, scambiati per "forti" dalla collettività, che al contrario considera i sensibili dei "deboli"
Aggiungiamoci un finale che, ovviamente senza raccontarlo, vi posso dire che si presta a più interpretazioni, ed ecco che abbiamo uno dei thriller più belli degli ultimi anni.

By Ivan
From Hell

venerdì 28 ottobre 2016

Dopo un lungo silenzio - Tiziano Sclavi


"e dopo un lungo silenzio potrò sentirti... potrò risentire la tua voce"


Un breve post per salutare, e festeggiare, il ritorno di Tiziano Sclavi alla sua creatura più famosa.
Poco da dire su questa storia, in Bonelli stanno provando a rilanciare il personaggio con restyling, fasi uno, due e tre, gli hanno dato un cellulare, nuovi nemici, una sorta di continuity, etc...
Beh, per rilanciare la serie in realtà basterebbe convincere il signor Sclavi a tornare ad occuparsi di Dylan Dog.
Si, perché in "Dopo un lungo silenzio" ho ritrovato il Dylan di cui mi ero innamorato: struggente, che quasi mi fa scendere la lacrimuccia a fine albo. Un Dylan che combatte contro i suoi demoni, non contro quelli che gli sono stati appioppati in seguito. Dylan è questo ragazzi, con buona pace di chi dice che debba cambiare.
Inoltre aggiungiamoci che Casertano è sempre stato uno dei disegnatori migliori della serie e che, a mio parere, è uno di quelli che meglio si adatta allo stile surreale di narrazione che ha sempre avuto Sclavi, ed ecco confezionata la migliore storia da quando è entrata in gioco la nuova gestione del fumetto.
Dopo un lungo silenzio, finalmente sei tornato Tiz!

By Ivan
From Hell

martedì 25 ottobre 2016

L'albero di Halloween - Ray Bradbury


"Ed era il pomeriggio della vigilia di Halloween. E tutte le case erano serrate contro il vento freddo. E un pallido sole illuminava la città. Ma improvvisamente il giorno svanì. La notte uscì dagli alberi e allargò il suo manto"

Dato il periodo, ho pensato che sarebbe stata una cosa carina consigliare ai lettori del mio blog/pagina FB un romanzo da leggere per Halloween.
Esistono canzoni a tema, film a tema, ma esistono anche romanzi a tema e perché non immergersi in uno di questi, mentre sulla tv scorrono le immagini di "Nightmare before christmas" e dalla radio suonano le note dei Misfits?
Il romanzo che vi voglio consigliare per l'occasione è "L'albero di Halloween" di uno dei maestri della letteratura di fantascienza: Ray Bradbury.
Non mi stancherò mai di scriverlo, Bradbury non è solo stato un autore di fantascienza, ma anche di horror e fantasy, come dimostra il romanzo "Il popolo dell'autunno" e come dimostra questo, che è una via di mezzo proprio fra horror per ragazzi e fantasy.

Un gruppo di ragazzi, usciti la sera di halloween per il consueto dolcetto o scherzetto, incontra il misterioso Moundshroud, che nel suo giardino possiede uno strano ed inquietante albero di zucche di halloween.
Si, esatto, un albero i cui frutti sono delle zucche intagliate.
Moundshroud li porterà a fare un giro nel passato, dall'alba della umanità fino ai giorni più vicini ai nostri, tutto questo per fargli scoprire il culto della morte attraverso le varie popolazioni che si sono susseguite nella storia.
"Notte e giorno. Estate e inverno, ragazzi. Tempo di semina e tempo di raccolto. La vita e la morte. Ecco che cos'è Halloween" questo è ciò che capiranno i ragazzi alla fine del loro viaggio.
Ma lo scopo del viaggio non sarà solo quello di capire le origini di Halloween, dovranno anche salvare un loro amico, sacrificando una briciola di loro stessi.
"Quando smetteremo di aver paura della notte e della morte?", ci fa chiedere Ray Bradbury alla fine del romanzo.
Ci da anche la risposta, ovviamente quando la comprenderemo.


By Ivan
From Hell